Una pergola bioclimatica permette di vivere terrazzi e giardini per molti più mesi rispetto a una normale copertura esterna. Ma cosa succede quando arriva il freddo? Una pergola bioclimatica chiusa in inverno può diventare davvero uno spazio confortevole e utilizzabile?
La risposta è sì, purché la struttura venga progettata tenendo conto dell’esposizione, delle condizioni climatiche e dell’uso che si desidera farne.
Le lamelle orientabili proteggono lo spazio dalla pioggia e consentono di regolare luce e ventilazione. Per ottenere un ambiente più riparato durante la stagione fredda, però, è necessario completare la pergola con chiusure laterali adeguate ed eventualmente con sistemi di riscaldamento e schermatura.
Vediamo quali soluzioni scegliere e quali risultati è realistico aspettarsi.
Come funziona una pergola bioclimatica in inverno?
Il principale elemento che distingue una pergola bioclimatica dalle coperture tradizionali è il tetto formato da lamelle orientabili.
Durante le giornate soleggiate, le lamelle possono essere inclinate per lasciare entrare luce e calore. In caso di pioggia, vento o neve, possono invece essere chiuse per creare una copertura protettiva.
Le pergole bioclimatiche proposte da Tende Arquati sono dotate di lamelle regolabili elettricamente, che permettono di gestire in modo semplice l’intensità della luce e l’aerazione. Alcuni modelli possono essere completati con chiusure laterali, illuminazione e soluzioni studiate per aumentare il comfort durante tutto l’anno.
Pergola bioclimatica chiusa a vetri: la soluzione più completa
Una delle configurazioni più efficaci per l’inverno è la pergola bioclimatica chiusa a vetri.
Le vetrate scorrevoli permettono di creare una barriera contro vento e precipitazioni senza interrompere la vista verso il giardino. Nelle giornate più miti possono essere aperte, mentre nei periodi freddi consentono di mantenere lo spazio maggiormente protetto.
A seconda del risultato desiderato, è possibile scegliere tra differenti tipologie di chiusura:
- vetrate panoramiche;
- tende verticali tecniche;
- schermature laterali.
Le vetrate panoramiche proteggono soprattutto da vento e pioggia fornendo isolamento e conservazione del calore. La scelta deve quindi dipendere dall’utilizzo previsto: ripararsi durante una giornata fresca richiede una soluzione diversa rispetto alla volontà di creare una vera stanza outdoor da frequentare quotidianamente.

Come riscaldare una pergola bioclimatica?
Una volta ridotte le dispersioni causate da vento e aperture laterali, è possibile integrare un sistema di riscaldamento.
Tra le soluzioni più utilizzate troviamo:
- lampade riscaldanti a infrarossi;
- riscaldatori elettrici;
- pannelli radianti;
- climatizzatori a pompa di calore, quando la configurazione e la normativa lo consentono.
I riscaldatori a infrarossi sono particolarmente indicati per gli spazi outdoor perché scaldano direttamente persone e superfici, anziché cercare di riscaldare tutta l’aria presente nell’ambiente.
Possono quindi offrire una sensazione di comfort abbastanza rapida durante una cena, un momento di relax o l’utilizzo occasionale della pergola nelle giornate fredde.
La potenza e la tipologia dell’impianto devono comunque essere valutate in base a:
- dimensioni della pergola;
- numero e tipo di chiusure;
- esposizione al sole e al vento;
- zona climatica;
- frequenza di utilizzo;
- livello di temperatura desiderato.
Installare un riscaldatore in una pergola molto aperta, infatti, può comportare consumi elevati e risultati limitati.
Qual è la migliore pergola per l’inverno?
Per essere utilizzata durante i mesi freddi, una pergola dovrebbe avere alcune caratteristiche precise:
- struttura resistente agli agenti atmosferici;
- copertura impermeabile e dotata di drenaggio dell’acqua;
- lamelle solide ed eventualmente coibentate;
- chiusure laterali contro vento e pioggia;
- possibilità di integrare vetrate;
- predisposizione per illuminazione e riscaldamento;
- sensori per la gestione automatica della copertura;
- progettazione su misura rispetto allo spazio disponibile.
Anche l’orientamento della struttura è importante. Una pergola esposta a sud e ben riparata può sfruttare meglio il calore del sole invernale rispetto a una struttura collocata in una zona sempre ombreggiata e soggetta a vento.
Per questo motivo la soluzione migliore non coincide necessariamente con il modello più accessoriato, ma con quello progettato correttamente per il luogo in cui verrà installato.
Si può usare una pergola bioclimatica come estensione della casa in inverno?
Una pergola bioclimatica addossata all’edificio può creare una piacevole continuità tra gli ambienti interni e il giardino. Può diventare una zona pranzo, uno spazio relax, un’area per ricevere gli ospiti o un ambiente dedicato al tempo libero.
Con vetrate, chiusure laterali e riscaldamento può essere utilizzata anche durante buona parte dell’inverno. Non bisogna però confonderla automaticamente con un ampliamento abitativo dotato delle stesse prestazioni termiche della casa.
La pergola bioclimatica offre invece un diverso vantaggio: consente di vivere più a lungo lo spazio esterno, mantenendo la possibilità di aprirlo e trasformarlo con l’arrivo della bella stagione.

Una pergola da vivere in ogni stagione
Tende Arquati propone pergole bioclimatiche Winsol personalizzabili con lamelle orientabili elettricamente, chiusure laterali, vetrate e accessori dedicati al comfort. Ogni progetto viene studiato considerando le caratteristiche dell’abitazione e il modo in cui il cliente desidera utilizzare lo spazio esterno.
Contatta Tende Arquati a Portogruaro per ricevere una consulenza e progettare una pergola bioclimatica su misura, piacevole da vivere non soltanto in estate, ma durante tutte le stagioni.





